Come snaturare un sentiero

Il sentiero del “Grande Est” si snoda su un altopiano sopra i 2000 metri di praterie di alta montagna, preziosi laghetti glaciali e torbiere, affacciato su una catena di montagne all’interno del Parco Veglia -Devero, in un’area tutelata dall’Unione Europea (ZSC/ZPS in Natura 2000) per gli habitat e le specie rare a rischio.

L’Ente Parco, Gestore delle Aree Protette, ha proposto un progetto di allargamento, livellamento, spietramento, alterazioni dell’attuale sentiero per rendere più comodo il passaggio ai ciclisti e attrarne un maggior numero, modificandone più di 1.300 metri tra l’alpe Forno e l’alpe Sangiatto e alterando irrimediabilmente il suo inserimento nel paesaggio.

Su uno dei sentieri più amati e facili si favoriscono nuovi fruitori, i ciclisti, anche con e-bike, a scapito dei più numerosi escursionisti, trasformando il suggestivo sentiero panoramico in una stradina, cancellando gli accidenti naturali e svilendo l’esperienza complessiva a chi lo percorre.

Il progetto individua i seguenti “problemi” che però riguardano solo i ciclisti:  “difficoltà di progressione” “tratto a mezzacosta stretto” in uno dei punti più panoramici del sentiero;  tratto “ripido“, tratto “da rendere più scorrevole eliminando molti ostacoli“, “ripido da fare in salita” , “tratto di sentiero con roccia affiorante“, “roccia affiorante da regolarizzare“, “rendere il fondo più regolare e scorrevole dove la bici possa essere accompagnata di fianco senza doverla portare in spalla“, “radici affioranti“, “alto gradino lungo il sentiero“, “stretta trincea” ecc. Tratti con “proliferazione di tracce“, o “stretta trincea” vengono risolti con “Allargamento, regolarizzazione di sentiero esistente per ricondurlo ad una larghezza media di 1,20”.

Un esempio: Intervento previsto sopra l’Alpe della Valle, cui seguono allargamento e spietramenti per altri 120 metri

Gli interventi prevedono l’allargamento fino a 1,20 m (dai 30 cm – 50 cm attuali); una variante di percorso di 500 metri in habitat riconosciuto come prioritario ; la demolizione e frantumazione di porzioni rocciose, asportazione dei massi affioranti e loro deposizione lungo la scarpata di valle; spietramenti e “regolarizzazioni”, lastricature del fondo, abbattimento di larici caratterizzanti il percorso; posa di una lunga passerella in legno. I lavori del cantiere comprendono 46 rotazioni di elicottero, l’uso di un escavatore e di altri mezzi, la creazione di una piazzola di atterraggio per l’elicottero, una seconda per il deposito materiali e una terza per la collocazione di un riparo/ufficio per il personale. Finanziamento totale di € 149.997,54

Un esempio: Alpe Corbernas: a sud e a nord il sentiero viene allargato

Il sentiero si snoda per due terzi in habitat di prateria riconosciuto come prioritario dall’Unione Europea, sfiora torbiere, aree frequentate dalla pernice bianca dal fagiano di monte e da rapaci diurni e notturni.

Dall’Alpe Sangiatto il percorso apre una nuova traccia di 500 metri, poi segue il sentiero con più di 200 metri di spietramenti e allargamenti

In aree protette, con habitat e specie di interesse prioritario, l’ambiente non può essere modificato se non per gravi motivi di salute dell’uomo o sicurezza pubblica, previa un’indagine rigorosa (la Valutazione di Incidenza Ambientale VIncA), aperta a confronto pubblico, che è mancata.

Il Comitato Tutela Devero ha in corso azioni legali perché sia rispettata la normativa europea. DONA QUI

Vedi le escursioni:

Il “Grande Est” del Devero, balcone panoramico tra habitat preziosi

Il Grande Est. 2. l’Alpe Sangiatto

Il Grande Est 3. La Corte Corbernas

Il Grande Est 4. L’Alpe della Valle

Qui una mappa dell’ara orientale del Devero, che si può ingrandire e esplorare per conoscere meglio la zona: mappa