Il Sito Natura 2000

Il territorio del Sito Natura 2000 Alpi Veglia-Devero e Monte Giove, che si estende tra il Passo del Sempione e la Punta d’Arbola, costituisce un’area molto rilevante per la biodiversità alpina e la presenza di un notevole numero di specie animali e vegetali rare, in particolare quelle alpine d’alta quota.

Il sito si colloca innanzitutto in un’area di estremo interesse geologico. Le Alpi sono originate dal lento avvicinamento delle due placche continentali dell’Africa e dell’Eurasia; il graduale spostamento ha sollevato il  fondo di un antichissimo oceano, costituito da successivi strati formatisi nel corso di milioni di anni. Il “corrugamento alpino” mette così in luce strati di rocce formatosi in ere geologiche antichissime. Proprio alle soglie del Sito Natura 2000, tra Baceno e Premia, in località Verampio, è presente l’affioramento dello strato geologico più profondo di tutto l’arco alpino. Le diverse falde sovrapposte nelle ere geologiche sono visibili in tutta l’area, e riconoscibili dalla diversità di colore, consistenza, composizione.

Le antiche formazioni nel corso del tempo hanno poi subito l’azione di modellamento e erosione da parte dei ghiacci, delle acque, delle frane. L’intera zona è fortemente plasmata dall’azione modellante dell’ultima glaciazione, terminata circa 10.000 anni fa; ghiacciai spessi più di mille metri coprivano l’intera zona, con lingue affluenti tra loro. Ne rimane il segno nei gradoni digradanti, nella conca dell’Alpe Devero, nei numerosi piccoli laghi glaciali ancora vivi, nelle morene e nei massi erratici. Altri segni evidenti della storia geologica del territorio sono derivati dall’azione dell’acqua o delle frane in epoca geologica più recente.

Evidenti segni di modellamento glaciale verso il Passo della Rossa
Immensi massi di una antichissima frana segnano il paesaggio sul lato Nord della Piana del Devero

All’interno di questo paesaggio di particolare fascino nel Sito Rete Natura 2000 sono stati riconosciuti ben 28 habitat di interesse comunitario dall’Unione Europea, sei dei quali, la cui estensione copre quasi tutto il territorio, considerati di importanza prioritaria. La maggior parte del territorio è infatti occupata da habitat a priorità di conservazione: ambienti d’alta quota di rocce, detriti, praterie alpine e subalpine (il 70% della superficie);  Arbusteti subalpini ed alpini (14%), Lariceti (13%).

Meno estesi in superficie, ma molto pregiati sono anche i frequenti habitat umidi e acquatici, con piccoli laghi di origine glaciale, e i preziosissimi habitat di torbiera, comunità vegetali delle acque ferme, permanentemente sommerse o galleggianti, molto rari in Italia e particolarmente fragili.

Coltellaccio natante (Sparganium angustifolium) nei laghi del Grande Est

Preziosi sono anche gli habitat arbustivi: lande alpine, boscaglie di rododendro, ginepro,mugo, salice.

Distese di rododendro e mirtilli nei pressi dell’Alpe Corbernas

Sono di grande pregio anche le praterie montane e di alta quota e le formazioni erbose ricchissime di fiori rari.  Ma anche i ghiaioni, le pareti rocciose e i ghiacciai sono habitat prioritari, in cui vivono erbe e fiori che si insinuano tra i detriti e tra le fessure in condizioni avverse e con particolare fragilità.

Anche le pareti rocciose sono ambienti protetti. Oltre che erbe e fiori, anche rarissime farfalle hanno sulle pareti il loro habitat

Quanto ai lariceti, il Parco segnala che “si tratta in assoluto di uno degli habitat più rilevanti nel Sito per estensione e qualità, che ne caratterizza il paesaggio e l’ecosistema, rappresentativo a scala regionale e motivo istituzionale, la cui conservazione è prioritaria. Le piane del Veglia, du Scric e di Devero ospitano larici tra i più grandi (diametri 1-1,7 m), vetusti (età stimate fino a 700 anni) e suggestivi esteticamente del Piemonte, alcuni dei quali classificati come monumentali e inseriti nell’elenco nazionale; alcuni soggetti sono parzialmente cavi, a seguito dell’antica pratica di accendervi il fuoco a ridosso da parte dei pastori”.

Larici in autunno attorno al Lago Azzurro o Lago delle Streghe. Foto Alessandro Franzini

L’elenco floristico è ricco di oltre 800 specie di fiori e include moltissime specie protette dalla Regione Piemonte, alcune delle quali protette anche dalla Direttiva Habitat europea: l’Aquilegia alpina, l’Arnica montana, l’Artemisia genepì e il Lycopodium.

Fiori di Arnica Montana sopra l’Alpe Poiala

L’area è particolarmente pregiata perché vi abitano alcune farfalle rarissime: l’Erebia christi è una farfalla presente in questa sola zona, tra l’alta Valle Antrona, la Valle Antigorio e il Passo del Sempione; l’Erebia lavofasciata, una farfalla diurna che vive quasi solo tra le Alpi Veglia e Formazza.

Di pesci esiste una sola specie protetta, una di anfibi e una di rettili.

La comunità di  chirotteri (pipistrelli) invece è molto ricca: sono presenti una quindicina di specie, anche di interesse comunitario. Tra i mammiferi protetti c’è la rarissima lince (Lynx lynx), la lepre (Lepus timidus), lo stambecco (Capra ibex)  e l’agile camoscio((Rupicapra rupicapra,). Nel sito sono presenti due importanti aree di bramito di cervo (Cervus elaphus). Nell’Area protetta vivono anche numerose specie che si sono specializzate per le condizioni climatiche alpine e nivali, come la Marmotta alpina (Marmota marmota)⋅ Arvicola delle nevi (Chionomys nivalis)  il Topo campagnolo comune (Microtus arvalis, l’ Ermellino (Mustela erminea) Questi ambienti sono tra quelli che potrebbero maggiormente subire l’effetto dei cambiamenti climatici in atto: trasformazioni della vegetazione e invasione di specie provenienti da piani altitudinali inferiori.

Stambecco maschio in alta val Buscagna. Foto Alessandro Franzini

Nel Sito sono segnalate almeno 145 specie di uccelli, delle quali oltre 50 di interesse comunitario. In generale, l’area presenta ampi settori con ricche popolazioni di Gallo forcello (o Fagiano di monte, tetrao tetrix), Pernice bianca (Lagopus muta) e Francolino di monte (bonasa bonasia). Ben rappresentata è anche la comunità di uccelli rapaci  notturni: del Gufo reale (bubo bubo) è presente almeno una coppia nidificante, sono presenti inoltre la Civetta capogrosso, (Aegolius funereus), la Civetta nana (Glaucidium passerinum), il Gufo comune (Asio otus) e l’Allocco (stryx aluco). Numerosi sono anche i rapaci diurni, come il Falco pellegrino (Falco peregrinus), l’Aquila reale (Aquila chrysaëtos), il Gheppio (Falco tinnunculus), il Gipeto (Gypaetus barbatus). L’area è inoltre attraversata da un consistente flusso migratorio, soprattutto primaverile: la sua conservazione riveste dunque particolare importanza anche all’interno di sistemi molto più ampi che quello locale.

Aquila reale sui ripidi pendi della Val Buscagna. Foto Alessandro Franzini

Il valore naturalistico del Sito Natura 2000 è dunque molto elevato: nella stessa area sono presenti habitat e specie rare o in via di estinzione di diverso tipo: habitat, vegetali e animali di specie differenti,  in un ricchissimo e pregiatissimo insieme eco sistemico.  La conservazione del sito, dei suoi habitat, delle specie protette, è affidata all’Ente Gestione Aree Protette, che attua dei programmi di monitoraggio, di sorveglianza, di azioni dirette di conservazione e di informazione per tutti i fruitori, perché possano accostarsi con attenzione, riguardo e consapevolezza.   

Fonti:

  • https://www.areeprotetteossola.it/it/
  • Programma di sviluppo rurale 2014-2020, Piano di gestione della Zona Speciale di Conservazione e Zona di Protezione Speciale IT1140016 – Alpi Veglia e Devero – Monte Giove
  • Un approccio multitaxa ed expert based per l’individuazione delle aree prioritarie per la conservazione della biodiversità nel Verbano Cusio Ossola, Lucia Pompilio, Radames Bionda, Andrea Mosini, Giuseppe Bogliani, Fabio Casale, Claudio Celada, Elena Rossini, Massimo Soldarini, Natural History Sciences. Atti Soc. it. Sci. nat. Museo civ. Stor. nat. Milano, 5 (2): 41-56, 2018

10.08.2020, Renata Farina

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