Sangiatto d’autunno

di Luca Fontana ottobre 2020

Il momento giusto.

E’ Ottobre, guardo le previsioni, danno meteo limpido e ventoso dopo due giorni di neve abbondante in quota. Un’occasione che capita pochissime volte l’anno, quasi unica vista la stagione dei colori d’Autunno.

Posteggio alle 6 del mattino alla cascata, prima del tornante. Non voglio perdermi nemmeno un metro di bosco incantato, ed infatti già salendo alla Forcola sorprendo due caprioli assonnati che mi guardano da dietro un larice.

In una mezz’ora arrivo in Devero, tutto è chiuso, quieto, l’orda dei turisti del sabato non è ancora giunta, e decido di salire a destra verso la Corte d’Ardui. Il cielo inizia a farsi più luminoso, fino a tingersi di viola, sono quasi al Sangiatto. Mi fermo, cambio l’ottica, e ritraggo il Crampiolo in un’emozione sottile.

Ancora qualche minuto ed i colori diventano più caldi, il viola si trasforma in giallo, ed inizia quella che per i fotografi è la Golden Hour (l’Ora Dorata).

Ero stato recentemente al Sangiatto in una giornata nebbiosa, ed un amico, fine conoscitore del Devero, mi aveva parlato di un piccolo laghetto verso l’Alpe Nava, in cui il Cistella si rispecchia in maniera quasi perfetta. Calpestando la prima neve, mi metto in cammino, mentre la luce diventa ogni secondo più bella, in una mattina eccezionale. Arrivo al laghetto, una piccola pozza, che però risulta perfettamente posizionata per delle fotografie eccezionali. In effetti questo punto a sbalzo sulla valle è incredibile, e permette di ammirare il Gruppo del Cistella in tutta la sua bellezza.

Mi siedo al sole sotto un larice, e mi godo un po’ di caffè dal thermos, oltre che qualche fetta biscottata con la marmellata. Che posto per una colazione! Nel frattempo il sole compie la sua strada, le ombre del Monte Sangiatto e Corbenas si fanno più corte. Ripercorro il mio percorso, passando dal Lago Sangiatto Superiore e proseguendo verso la Corte Corbenas, dove risalgo brevemente sulla dorsale, per avere una straordinaria visione a picco su Codelago. In pochi secondi scatto una serie di foto buone, che solitamente mi richiedono tante uscite, ma è un momento fotograficamente perfetto, sono nel posto giusto al momento giusto.

Ritorno alla Corte Corbenas, dove iniziano ad arrivare le persone. Ho fatto tutta la mattina solo, senza incontrare nessuno, ed eccolo qui, tutti insieme. Quasi come fosse arrivata una funivia da cui tutti partono allo stesso momento. Siamo proprio animali gregari.

Inizio a scendere verso Crampiolo, col lariceto sempre più incendiato dal sole che nel frattempo si è fatto più alto. Seguo un’esile traccia, sino alla piccola diga a sud di Montorfano, dove mi infratto ravanando per qualche decina di minuti, per arrivare infine sul sentiero principale. Ma ne è valsa la pena, perché d’infilata tra i larici riesco a scorgere una baita di Crampiolo, in una prospettiva davvero poco usuale.

A Crampiolo sono tentato di andare verso il Lago delle Streghe, ma rinuncio quando vedo le persone accodate sul sentiero. Non voglio uscire da questo stato di magnifica solitudine selvaggia che mi sono creato in queste ore. Scendo quindi per il Vallaro, arrivando alla Piana del Devero, dove mi fermo al Rifugio Castiglioni per un pranzo di metà pomeriggio.

Solitamente i racconti si interrompono qui, alla Piana, perché poi si sale in macchina, si paga il posteggio, e si torna a casa. Ma se vi ricordate, io avevo posteggiato più in basso, alla cascata. Ed ora si rivela tutta la bellezza di questa scelta.

Superato il silos imbocco la mulattiera a destra, arrivando alla Forcola. Il panorama sulla Valle di Devero è stupendo. In fondo riesco a scorgere Baceno, che il mio occhio raggiunge superando boschi misti di conifere e latifoglie che iniziano a tingersi d’Autunno. Sublime.

Ed infine eccomi alla macchina, ma prima di scendere, faccio due passi per arrivare alla bellissima cascata, accrocchio un treppiede incastrando la macchina foto sul guard-rail, e finalmente riesco anche io a fare una lunga esposizione di questo magnifico scorcio.

Una giornata eccezionale, grazie ad un inanellarsi di condizioni magnifiche, resa ancora più bella dall’aver saputo disegnarmi un itinerario che mi garantisse sentieri solitari ed isolamento, a partire dal posteggio della cascata, che aggiunge un pizzico di magia ad un luogo già speciale.

Luca Fontana: fotografo, divulgatore ambientale e guida escursionistica.

IG: @mountainscaper

Lascia una risposta